Quella sensazione di scorrimento è arrivata a qualcosa di definito.

L'essere in movimento su un sentiero scosceso, costretti a non arrestarsi, pena il non ripartire, ma impediti ad accelerare dalle asperità. Attenti all'equilibrio, alla trazione e alla fatica, soggetti agli elementi, al freddo, all'umidità. Eppure fluidi, compresi nel tutto come componenti vitali, importanti al funzionamento della macchina mondo, ma solo come ingranaggi del meccanismo. Il mondo è sotto ogni sua forma rappresentazione dello scorrere. Il tempo incide su ogni fattore, segna ognuno degli ingredienti. Eppure il tempo non è essenza della materia, ne è solo una parte. Il tempo viene applicato al di sopra della materia, da quando essa viene creata a quando definitivamente rottame diventa, da quando nasce un vivente a quando il vivente stesso cambia di stato, sublima..... Solo avendo la forza, o la voglia, di mettersi a parte, a guardare il flusso, ci si rende conto dello scorrimento. Standone dentro si viene trasportati in un senso di relativo fermo, come su questa palla terracquea che ferma non è. E ci si deve fermare, ogni tanto, fermare davvero. Per guardarsi allo specchio, guardare in faccia davvero la propria faccia e riconoscerla, dopo che il tempo ha spalmato il suo strato, applicando quelle modifiche che non ti aspetteresti. Vivere è un po' come passare il tempo a muoversi, in una apparente corrente di eventi che ti travolgono, che in parte subisci e in parte co-dirigi, senza mai avere tutto il manubrio in tuo potere.

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