<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-16500161</id><updated>2012-01-25T15:20:55.973+01:00</updated><title type='text'>Stargate e galassie affini</title><subtitle type='html'>Un blog è una scatola. 

Chi la crea la popola delle più recondite realtà che attraversano i suoi occhi o la sua mente.

Questo blog avrà spesso a che fare con la moto, perchè da più di vent'anni io ho a che fare con le moto.
E vent'anni sono più della metà della mia vita.

Ma non ci sono obblighi di parlare di manubrio, ci saranno cose diverse da un manubrio e due ruote, anche di una lontananza paurosa dal manubrio stesso.


Buona lettura</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mfango.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mfango.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marco fango</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15532797384211680586</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16500161.post-112711681599036593</id><published>2005-09-19T09:54:00.000+02:00</published><updated>2005-09-19T10:04:07.740+02:00</updated><title type='text'>11 gennaio, km 184,85</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/1600/FabrizioMeoni.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/320/FabrizioMeoni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono passati alcuni mesi e non c'è uno specifico motivo, un particolare accadimento per tornarci sopra.&lt;br /&gt;Sono stati spesi fiumi di parole, montagne di spiegazioni, alcune retoriche altre più vere, o vicine alla realtà.&lt;br /&gt;Io ho elaborato le mie spiegazioni intime e miei ragionamenti interiori, quelli che ti portano a creare uno spazio nel tuo cuore del quale ti accorgi quando questo spazio diventa di botto VUOTO.&lt;br /&gt;Ho elaborato la scomparsa con un piccolo poster nel gabbiotto della moto, dove passo le mie ore di relax e manutenzione, dove il tempio della meccanica e del ludico è affiancato dai pensieri reconditi.&lt;br /&gt;In una tappa della Dakar, qualche mese fà, dopo Sainct e dopo un privato, un appassionato come potrei essere io, Perez, moriva Fabrizio Meoni.&lt;br /&gt;Non ho intenzione di rivangare, solo di ricordare.&lt;br /&gt;Perchè a certe cose ognuno di noi da' il significato che ritiene migliore, più adatto alle nubi che gli girano nell'anima.&lt;br /&gt;Ieri sera stavo attaccando i nuovi adesivi sulle nuove fiancatine della vecchia Tibetana.&lt;br /&gt;Mi chiedevo come personalizzarle, come mettere un qualcosa che fosse veramente mio, che mi identificasse.&lt;br /&gt;Mi sono concesso il vezzo delle tabelle rosse, che tanto non me le meriterei in tutta la vita, ma sopra da una parte ho messo il 65 di Capirossi, insieme al nome dei miei cuccioli, Luca e Lorenzo. Dall'altra ho messo il 4 di Meoni alla ultima Dakar, la data e il chilometro.&lt;br /&gt;Perchè la gioia della vittoria ha sempre a fianco la sofferenza e la fatica, a volte anche il sacrificio supremo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16500161-112711681599036593?l=mfango.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mfango.blogspot.com/feeds/112711681599036593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16500161&amp;postID=112711681599036593' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112711681599036593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112711681599036593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mfango.blogspot.com/2005/09/11-gennaio-km-18485.html' title='11 gennaio, km 184,85'/><author><name>Marco fango</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15532797384211680586</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16500161.post-112653835086190662</id><published>2005-09-12T17:14:00.000+02:00</published><updated>2005-09-12T17:22:04.910+02:00</updated><title type='text'>Quella sensazione di scorrimento è arrivata a qualcosa di definito.</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/1600/Galleria%20dei%20Saraceni.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/400/Galleria%20dei%20Saraceni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#003300;"&gt;L'essere in movimento su un sentiero scosceso, costretti a non arrestarsi, pena il non ripartire, ma impediti ad accelerare dalle asperità. Attenti all'equilibrio, alla trazione e alla fatica, soggetti agli elementi, al freddo, all'umidità. Eppure fluidi, compresi nel tutto come componenti vitali, importanti al funzionamento della macchina mondo, ma solo come ingranaggi del meccanismo. Il mondo è sotto ogni sua forma rappresentazione dello scorrere. Il tempo incide su ogni fattore, segna ognuno degli ingredienti. Eppure il tempo non è essenza della materia, ne è solo una parte. Il tempo viene applicato al di sopra della materia, da quando essa viene creata a quando definitivamente rottame diventa, da quando nasce un vivente a quando il vivente stesso cambia di stato, sublima..... Solo avendo la forza, o la voglia, di mettersi a parte, a guardare il flusso, ci si rende conto dello scorrimento. Standone dentro si viene trasportati in un senso di relativo fermo, come su questa palla terracquea che ferma non è. E ci si deve fermare, ogni tanto, fermare davvero. Per guardarsi allo specchio, guardare in faccia davvero la propria faccia e riconoscerla, dopo che il tempo ha spalmato il suo strato, applicando quelle modifiche che non ti aspetteresti. Vivere è un po' come passare il tempo a muoversi, in una apparente corrente di eventi che ti travolgono, che in parte subisci e in parte co-dirigi, senza mai avere tutto il manubrio in tuo potere. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16500161-112653835086190662?l=mfango.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mfango.blogspot.com/feeds/112653835086190662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16500161&amp;postID=112653835086190662' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112653835086190662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112653835086190662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mfango.blogspot.com/2005/09/quella-sensazione-di-scorrimento.html' title='Quella sensazione di scorrimento è arrivata a qualcosa di definito.'/><author><name>Marco fango</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15532797384211680586</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16500161.post-112626912618320673</id><published>2005-09-09T14:21:00.000+02:00</published><updated>2005-09-09T14:32:06.186+02:00</updated><title type='text'>Fotografie</title><content type='html'>&lt;span style="color:#000099;"&gt;Sera qualsiasi di ritorno dal lavoro, dopo cena ad aprire la posta in arretrato, che ormai si legge sul water o tra una forchetta e l'altra.&lt;br /&gt;Apro questo pacco voluminoso da Spam, società che dal nome non promette nulla di buono. Eppure è una coltellata.&lt;br /&gt;Vedo le foto di gente che dipinge con la bocca e le cartoline che sono la stampa delle loro opere prime.&lt;br /&gt;Talidomide, è il nome che mi sbuca da un angoletto del cervello, sopito per chissà quanto.&lt;br /&gt;Decido di dare cinque euro, che non mi cambiano la vita in peggio, ma potrebbero forse cambiare la vita in meglio a uno di loro.&lt;br /&gt;O forse neppure, ma coscienza mi dice di farlo.&lt;br /&gt;E la coltellata rimane latente per giorni, un pensiero strisciante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono al lavoro in un giorno che non vorrei, in una sala computer rumorosa e condizionata, con gente che non sa cosa fare.&lt;br /&gt;E che non ha la responsabilità per fare.&lt;br /&gt;Mi attacco al telefono, ottengo le autorizzazioni, brontolo con responsabili di facciata e gente che mi ha fatto le scarpe.&lt;br /&gt;Ma non le sa tenere ai piedi.&lt;br /&gt;E porto a casa il risultato, il target, come lo chiamano questi furbi.&lt;br /&gt;Aumentando il monte di arrabbiature che sto capitalizzando.&lt;br /&gt;Fossero euro sarei ricco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una macchina a prestito, la mia Tipo cassonetto a gas è dall'amico meccanico.&lt;br /&gt;Che non metterei mai la mia macchina in mano a un meccanico che non conosco, ci litigherei.&lt;br /&gt;La macchina a prestito è dello zio di sempre, lo zio che mi dava le pappe quando avevo due anni, che mi faceva pisciare a tre, che mi teneva in spalla a quattro.&lt;br /&gt;La Tempra a prestito ha un vetro che si blocca, dopo 11 anni di vita potrebbe solo essere stanchezza.&lt;br /&gt;E chiaramente mio zio di 74 anni ha difficoltà a farsi dar retta dalla lobby della chiave inglese di cui sopra.&lt;br /&gt;Ho passato la domenica, l'unico giorno libero dopo un sabato precettato, a rimettergli a posto il vetro.&lt;br /&gt;Ma ora funziona.&lt;br /&gt;Mica un eroismo, però ieri sera godevo a vedere andare su e giù un vetro elettrico in una portiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bar di paese, paese di 2000 anime con due bar lobbyzzati.&lt;br /&gt;Uno è juventino, l'altro del colore del momento a seconda della partita.&lt;br /&gt;Esplodo come un bambino al secondo gol di Adriano, il pareggio a un minuto dalla fine.&lt;br /&gt;Non che cambi la vita, ma la gioia ha un valore.&lt;br /&gt;Sempre.&lt;br /&gt;Anche nelle cazzate, come una partita di calcio.&lt;br /&gt;E stamani sorrido a ripensarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I riflessi del faro stagliati sugli alberi nella coda dell'occhio sembrano ali l'orizzonte che diventa il cono di luce e tutt'attorno il nulla pieno. Perché la sensazione che non ci sia nulla è piena di presenza percepita dall'anima invece che dagli occhi. Una volpe attraversa l'argine mentre arrivo. Poi spengo, all'inizio per la più prosaica delle pause. E respiro il silenzio del buio del bosco. Solo, in moto, nel bosco, di notte...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16500161-112626912618320673?l=mfango.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mfango.blogspot.com/feeds/112626912618320673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16500161&amp;postID=112626912618320673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112626912618320673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112626912618320673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mfango.blogspot.com/2005/09/fotografie.html' title='Fotografie'/><author><name>Marco fango</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15532797384211680586</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16500161.post-112618817772563529</id><published>2005-09-08T15:58:00.000+02:00</published><updated>2005-09-08T16:02:57.736+02:00</updated><title type='text'>Sei angeli e le costolette piacentine</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/1600/Immag045.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/400/Immag045.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NB: grazie a Giulio per l’enorme amore nei confronti dei “suoi” territori, a tutti gli altri compagni per i motivi che leggerete.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C’è un piccolo gioco di studio che si sviluppa prima di una uscita con persone poco o niente conosciute, quell’attimo nel quale si sparano quelle quattro cazzate per rompere il ghiaccio, per conoscersi e poi ritrovarsi a girare sulle medesime tracce, a annusare gli scarichi l’uno dell’altro.&lt;br /&gt;E’ un gioco al quale normalmente mi sottraggo, non avendo il minimo di dote al polso destro da poter vantare conquiste o prestazioni, come stare ad un tavolo con Rocco Siffredi, le mani sopra la superficie, sollevare il tavolo stesso e pretendere di stare a pari livello….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina di questa uscita, ospite di Giulione Danilo ed Enrico, mi trovo invischiato in questo dialogo coi due sconosciuti, Ettore e Valentino (il terzo nuovo per me sarà Dado), anche per supponenza da parte mia.&lt;br /&gt;Il fatto che abbia partecipato ad un paio di campionati regionali non aggiunge una stilla di capacità di gestione del polso destro; è stata una magnifica esperienza di introspezione, di conoscenza di se stessi.&lt;br /&gt;Ma non ha aggiunto talento alle mie capacità di guida, ovvero non ha alzato di più il tavolo….&lt;br /&gt;Invece il fatto che gli altri mi dicano: ”Noi mai fatte gare” solletica quella presunzione di pensare di avere a che fare con pivelli.&lt;br /&gt;E’ il primo errore di questa uscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio e le altre due “guide”, sono tutt’altro che pivelli, ho avuto modo di conoscerli due anni fà, alla prima uscita con Stargate, che dove il nome proprio a Giulio stesso.&lt;br /&gt;Anzi, pur con qualche anno sulle spalle in più rispetto al sottoscritto, sono un eccellente gruppo di cinghiali da 140 chilometri ad uscita.&lt;br /&gt;E di fuoristrada anche tosto.&lt;br /&gt;Se i tre che non conosco escono con loro dovrei fare due più due e pensare che stanno al passo.&lt;br /&gt;Secondo errore di questa giornata, chissà cosa diavolo mi ha fatto presumere di essere più bravo….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante abbia già usato Tibetana in fettucciato e in due uscite leggere, la confidenza con un mezzo meccanico si acquisisce in un periodo di tempo abbastanza lungo, nel quale ingrani i meccanismi tuoi con quelli della macchina, e le tue reazioni alle sue diventano automatiche.&lt;br /&gt;Invece per me è la prima volta che assaggio il piacentino e l’oltrepo’ pavese con lei.&lt;br /&gt;E questo è il terzo errore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parto insomma con in animo di fare bella figura, garrulo e giocondo, se vogliamo anche un po’ sborone, mentre di solito sono piuttosto umile quando mi metto alla prova del manubrio.&lt;br /&gt;Avrò modo di accettare di dovermi ricredere, sia come orgoglio, che come tenuta fisica e come impatti con la pietra.&lt;br /&gt;Ma ci arriveremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi metri sono in un sottobosco scorrevole e guidato, il bosco di Croara, begli appoggi, terreno compatto, qualche pietra.&lt;br /&gt;Nulla di trascendentale, eppure comincio subito ad essere in affanno.&lt;br /&gt;Dove gli altri passano in scioltezza io devo impegnarmi, facendo più fatica del dovuto, per difficoltà mia più che del terreno.&lt;br /&gt;Comincio a prendere la piega storta che in molti altri casi avevo saputo evitare.&lt;br /&gt;Ai primi tornanti di salita vera sono in crisi, al passaggio dalla Val Trebbia alla Val Luretta, sbaglio traiettoria di 20 centimetri e rischio di finire giù dalla collina.&lt;br /&gt;Mi aiutano a tenere l’equilibrio, ma nella mente si accende la prima lampadina gialla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo una salita abbastanza tosta, ripida, ma ancora su fondo compatto, per salire al Monte della Prada.&lt;br /&gt;Parto poco convinto e mi impappino.&lt;br /&gt;Sono costretto a girare la moto di peso per ritentare, ancora fallendo la salita.&lt;br /&gt;Sono già completamente in debito di ossigeno, e l’ossigeno serve prima per pensare e poi per respirare.&lt;br /&gt;Nuovamente mi aiutano, sia a ridiscendere sia a riportarmi su la moto.&lt;br /&gt;Dove lei con me non è salita, con Ettore sale alla prima volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orgoglio e morale sono sotto i tacchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi accorgo che Tibe non ha la pistonata del salvataggio che aveva il 300 TM, sotto coppia spinge sino a un certo punto, poi muore.&lt;br /&gt;Per salire oltre certe pendenze ci vuole grinta e cattiveria, oltre a un notevole dispendio di energia.&lt;br /&gt;Bisogna attaccarsi alla frizione, e tenerla allegra, mentre io sono già in tremenda apnea.&lt;br /&gt;Oppure bisogna essere solo capaci…?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più in alto basta una stupida radice a stopparmi, sono proprio attaccato alla moto, non la guido, la subisco.&lt;br /&gt;I ragazzi mi guardano negli occhi, capiscono, e mi portano a pranzo, discendendo in Val Tidone verso Nibbiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un bar con tettoia all’aperto, serviti da un paio di occhioni dotati di eccellente carrozzeria, ci rinfranchiamo coi salumi della zona.&lt;br /&gt;Passiamo una mezz’oretta piacevolissima, con taglieri di coppa e pane casereccio, a scambiare parole tranquille.&lt;br /&gt;Nessuno di loro mi fa pesare la mia condizione di zavorra del gruppo, nemmeno un accenno di scherno, che invece ci starebbe tutto.&lt;br /&gt;Comincio a pensare di essere tra angeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripartiamo.&lt;br /&gt;Sarà la coppa, sarà la compagnia ma mi rinfranco.&lt;br /&gt;Comincio ad aggredire percorso e moto, a guidare deciso e reattivo, sgusciando sulle pietre e nel sottobosco.&lt;br /&gt;Non un fulmine ma neppure timoroso ed impacciato come al mattino.&lt;br /&gt;Anche se le riserve di energia fisica non sono al massimo, l’energia mentale è nuovamente ben presente, cosa che permette di pensare prima di guidare, e che è sempre stato il mio unico modo di stare su una enduro.&lt;br /&gt;Se non ho il fiato per decidere i passaggi, come affrontarli, dove mettere le ruote ed il peso del corpo, sono un pupazzo inerme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nel bosco sotto Trebecco, ci sono belle discesine impestate di foglie secche, l’avantreno è liquido come non mai, eppure questa moto in discesa non mi mette l’ansia del TM.&lt;br /&gt;Deve essere la tradizionale Marzocchi oppure dev’essere che col tempo si smette di pensare di essere pilotoni e smettere di farsi le seghe, mentali e non, ti fa godere di più della guida.&lt;br /&gt;Se in certe cose facessi meno il “tecnico” e mettessi più anima magari mi verrebbero pure meglio.&lt;br /&gt;Comunque per un po’ guido, e guido anche bene, mentre costeggiamo la diga del Molato sul lato est, attraversiamo di nuovo il Tidone e risaliamo verso Zavattarello.&lt;br /&gt;Dopo un passaggio sul monte Calenzone, dove incrociamo un picnic di dimensioni ciclopiche, ridiscendiamo verso Romagnese perché il cielo minaccia pioggia.&lt;br /&gt;Non sarà una normale pioggerellina estiva, sarà un fortunale copioso e incazzato, che riusciamo a evitare quasi completamente rifugiandoci in un bar di Romagnese, dove il gestore ci regala dei sacchi dell’immondizia: bando alle facili ironie, quando piove è importante tenere asciutta almeno la pancia.&lt;br /&gt;Riprendiamo in assetto mentre l’aria si riporta lentamente al bello, anche se il terreno si è guastato.&lt;br /&gt;Mentre riattraversiamo il Tidone per risalire, attraverso il boschetto di Piana Battuta, verso Pietra Di Corva, mi rendo conto che faccio una fatica tremenda a guidare.&lt;br /&gt;Il viscido che copre ogni sasso per me è una fatica, spesso debbo correggere, e comunque sono sempre sul “chi vive”.&lt;br /&gt;E quando già i miei ritmi fisici urlano pietà non è la condizione di guida ideale.&lt;br /&gt;La Tibetana sale solo se sei deciso, e comunque continuo a cavarmela per un po’, gli ultimi barlumi di energia psico fisica stanno in questa foto al rientro in Val trebbia.&lt;br /&gt;Da destra Giulio, Ettore, Dado, Danilo, Valentino, Enrico, ed il sottoscritto col sorriso di cera.&lt;br /&gt;Alle nostre spalle, là in fondo dietro le nubi, c’è Piacenza.&lt;br /&gt;Qualche chilometro prima è posteggiato il mio carrello.&lt;br /&gt;Io avrei dovuto smettere qui: invece continuo.&lt;br /&gt;E mentre torniamo in costa, sul lato Ovest della Val Trebbia, attraverso Costa della rasa, e poi costa Merlera, sono sempre più in debito, finchè, ovviamente, sbaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’enduro è battezzare le difficoltà a colpo d’occhio.&lt;br /&gt;Stiamo scendendo un sentiero a gradoni, 30-40 metri e pietrone, così a ripetizione.&lt;br /&gt;Su uno di questi battezzo di andare a destra per evitare un salto di 50 centimetri a sinistra, che finisce su del mosso.&lt;br /&gt;E’ solo l’ultimo errore della giornata: l’anteriore, carico del fango del sottobosco, scappa repentinamente da sotto e mi ritrovo ad appoggiare le costole a destra, esattamente dove volevo passare con le ruote.&lt;br /&gt;Una mina discreta, una mina da costolette, tanto per restare in tema.&lt;br /&gt;Le stesse già rotte due anni fa, perché c’è del bello nel ripetersi.&lt;br /&gt;Conosco il tipo di dolore, conosco la mancanza di fiato dei primi istanti, ciò non toglie che il male sia tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo ultimi della fila io e Giulio alle mie spalle, avevo appena finito di dirgli che ero stanco, che prima o poi mi avrebbe detto di essere stanco pure lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto del gruppo è pochi metri a valle, fanno a tempo a sentire il rumore della caduta.&lt;br /&gt;Qualcuno, che nel rincoglionimento del dolore non ricordo, con la truculenza e il machismo di noi maschietti di fronte al dolore, dice che era un rumore da femore……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure mi danno tempo di ritemprarmi, mentre mi raddrizzano la leva del freno posteriore, di fiatare e gaurdare il cielo da sdraiato nel prato.&lt;br /&gt;Guardare il cielo in certi momenti è come fare una preghiera, perché ci vuole una preghiera quando ti spacchi un osso, ci vuole dire grazie a qualcuno che in fondo la cosa è andata bene.&lt;br /&gt;Piano piano, soprattutto per asfalto, torniamo verso casa di Giulio.&lt;br /&gt;Ci fermiamo un attimo in corrispondenza della Pietra Parcellara, a guardare un panorama nuovamente iniettato di sole, in un aria fresca come mattina di febbraio.&lt;br /&gt;Perché il dolore non deve precludere la contemplazione del bello, e da qui il mondo è proprio bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti rinunciano agli ultimi strappi, alle ultime divagazioni divertenti, pur di accompagnarmi.&lt;br /&gt;A meno di cinque chilometri dall’arrivo rimango a secco.&lt;br /&gt;Mi danno in mano un 525, legano la mia moto all’Husky 510 e la trainano.&lt;br /&gt;Neppure mi chiedono se ce la faccio a farmi tirare, forse mi guardano, forse sono sensibili ed esperti abbastanza da capire che non ce la farei.&lt;br /&gt;Semplicemente mi aiutano, con una naturalezza bellissima.&lt;br /&gt;Vorrei fermarmi a cena da Giulio, per prolungare un poco questo stato di armonia che copre il dolore, mentre Giulio mi carica la moto, mentre gli altri mi tengono sotto controllo.&lt;br /&gt;Però so che devo guidare verso casa finchè il dolore stà sotto la soglia di attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sunto di questa giornata per me comunque fantastica è forse che il bello non è mai separato da qualche difficoltà, da qualche dolore.&lt;br /&gt;Ed in questa giornata ho conosciuto grandi persone, ne ho ritrovate altre e ho riempito i miei occhi di bellezza, sotto varie forme.&lt;br /&gt;Grazie di tutto ragazzi, di tutti i momenti.&lt;br /&gt;Non vi prometto di ritornare, ma non escludo neppure di farlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16500161-112618817772563529?l=mfango.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mfango.blogspot.com/feeds/112618817772563529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16500161&amp;postID=112618817772563529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112618817772563529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112618817772563529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mfango.blogspot.com/2005/09/sei-angeli-e-le-costolette-piacentine.html' title='Sei angeli e le costolette piacentine'/><author><name>Marco fango</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15532797384211680586</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16500161.post-112617210509796958</id><published>2005-09-08T11:31:00.000+02:00</published><updated>2005-09-08T15:17:26.820+02:00</updated><title type='text'>STARGATE</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/1600/Jafferaux%20e%20Stargate.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/575/1568/400/Jafferaux%20e%20Stargate.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Da questa sera sarà nelle mani del nuovo proprietario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei esserne felice visto che comunque ho fatto un po’ fatica a venderla.&lt;br /&gt;Eppure, no, non lo sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho colorato questo oggetto, perché tale è una moto, di immense infinite emozioni.&lt;br /&gt;Mi ha offerto un manubrio e con esso conforto nel divorzio abortito di due anni fa, consentendo quei momenti di evasione che devono esistere nella vita di ognuno di noi, pena l’implosione prima e l’esplosione poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha insegnato tecnica di guida e tolto svariate indecisioni dal monte di limiti tecnici che mi fardello dietro, evaporando il timore in salita con la poderosa dolcezza del suo sottocoppia, e le derapata di frizione che solo la sua quarta può insegnare.&lt;br /&gt;E ragazzi, derapare in quarta mentre fai un sorpasso è tutta una gioia che solo chi di nome fa Stargate può offrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha fatto sentir pilota pur se pilota in realtà non sono, nel Regionale Piemonte del 2003.&lt;br /&gt;Trascinato da un orgoglio feroce e nel contempo mendace mi ha portato a termine in tutte le partenze, compresa la volta che per colpa non sua la catena si è staccata dopo un chilometro dalla partenza.&lt;br /&gt;Nonostante una gara di 180 chilometri, sono arrivato grazie a Stargate in fondo.&lt;br /&gt;Pure quella volta dei 38 di febbre Stargate ha fatto il suo totale dovere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha chiesto due costole nel novembre dello stesso anno, momento che ricordo per la mancanza di respiro di quei 20 secondi (mamma quanto è brutto non respirare) ma anche per i due corvacci neri e torvi (che stanno in questo spazio virtuale) che in quel momento di assenza di respiro mi parlavano di Tanax e manubri piantati nello stomaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, ne comprerò un’altra di moto, prima o poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché la moto in se rimane un volgare oggetto, come un portachiavi o un ombrello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il consolidato di sudore fatica e gioia che riesco ad associare a questa moto non ha uguali nelle precedenti avute, e sono tante.&lt;br /&gt;Perché le moto vanno e vengono ma solo alcune rimangono nel cuore, e nel mio cuore Stargate rimarrà a lungo.&lt;br /&gt;Io continuerò a ricordare me e lei in sella al mondo, in cima allo Jafferaux, a 2700 mt slm, a riempirci gli occhi del mondo ai nostri piedi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16500161-112617210509796958?l=mfango.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mfango.blogspot.com/feeds/112617210509796958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16500161&amp;postID=112617210509796958' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112617210509796958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16500161/posts/default/112617210509796958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mfango.blogspot.com/2005/09/stargate.html' title='STARGATE'/><author><name>Marco fango</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15532797384211680586</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
